Il 1966 segnò l’alba di una nuova era in Formula 1: la FIA raddoppiò la cilindrata massima a 3 litri, abbandonando i motori 1.5 litri per un spettacolo più aggressivo. Jack Brabham, l’australiano noto come “Black Jack”, dominò con la sua Brabham-Repco BT19, vincendo il terzo titolo piloti e il primo costruttori per il team omonimo – un’impresa unica, irripetuta, con una vettura che portava il suo nome.
Le premesse
Il 1966 fu un anno di transizione epocale in Formula 1, con il passaggio ai motori da 3 litri che promise spettacolo ma portò caos iniziale: molti team arrancarono con propulsori non pronti, come Lotus e BRM con l’H16 problematico, mentre Ferrari debuttò la 312 affidata a Bandini e Parkes. Brabham-Repco emerse in sordina con Jack “Black Jack” Brabham e Denny Hulme, sfruttando un V8 australiano affidabile contro i giganti europei.
Due outsider irruppero nel circus: l’Eagle di Dan Gurney e la McLaren neonata del neozelandese Bruce, limitata a un solo telaio passato da Serenissima a un Ford 3 litri “base”, lontanissimo dal futuro dominio Cosworth. I privati animarono la griglia con Rob Walker e la sua Cooper-Maserati per Jo Siffert, lo svedese Jo Bonnier su Cooper, Mike Spence su Lotus-Parnell, il francese Guy Ligier su Cooper e l’eccentrica Cooper-Ferrari del team Pearce per Chris Lawrence in due GP – un ibrido che evocava vecchie follie del ’60.

Cosa è successo durante la stagione?
I momenti iconici della prima parte della stagione
Il 1966 di Formula 1 si aprì a Monaco con un massacro tecnico: pole di Jim Clark su Lotus-Climax 2 litri, ma solo quattro arrivi. La gara venne vinta da Jackie Stewart (BRM 1.9) davanti a Bandini (Ferrari 2.4), Hill e Bondurant. In Belgio a Spa, la pista premiò John Surtees (Ferrari 312, pole e vittoria) su Rindt (Cooper-Maserati) e Bandini; Brabham è quarto e in top five compare anche Ginther.
In Francia, a Reims, dove si svolge il terzo appuntamento della stagione, Bandini scatta dalla pole. Il pilota italiano viene superato, nelle prime fasi della gara, da Surtess che però è costretto al ritiro a causa della rottura della pompa del carburante. Lorenzo riprende la leadership ma anche su di lui pende un ko tecnico: guasto all’acceleratore. Brabham a questo punto eredita la prima vittoria.
La F1 arriva a Silverstone. Premessa importante è che al gran premio non partecipano le due Ferrari. Per Brabham è dominò netto: pole-vittoria-giro veloce. Per il team è il tripudio. Dietro a Jack infatti la doppietta viene completata con Hulme. Arriva oltretutto il primo punto iridato della Mclaren: Bruce termina la gara in sesta posizione con la Mclaren M2B-Serenissima.
In Olanda, a Zandvoort, il momento positivo di Brabham continua con pole e vittoria agguantate. A completare il podio sono Hill con la BRM e Jim Clark (Lotus-Climax).
Il gran premio successivo avviene al Nürburgring (Germania): la pole viene siglata da Jim Clark ma in gara le cose differiscono. A vincere è Brabham: seguono Surtees (Cooper), Rindt, Hill e Stewart. Il Gran Premio è segnato da un tragico episodio: il violento impatto tra la Brabham di John Taylor e la Matra Formula 2 di Jacky Ickx. L’incendio scoppiato dopo lo scontro causa ustioni gravissime a Taylor, che soccombe un mese dopo.
Gli ultimi 3 gran premi della stagione
Il Gran Premio d’Italia 1966, settima tappa del mondiale di Formula 1, si corse il 4 settembre all’Autodromo nazionale di Monza. Trionfò Ludovico Scarfiotti sulla Ferrari, davanti al compagno Mike Parkes e a Denny Hulme. Per la Scuderia Ferrari fu una doppietta storica, la prima dopo cinque anni – l’ultima con Wolfgang von Trips e Phil Hill al GP di Gran Bretagna 1961, quasi una tripletta grazie al terzo posto di Richie Ginther. La Ferrari tornava così al successo a Monza dopo due anni, dal trionfo di John Surtees nel 1964.
Dopo l’Italia il Circus arriva negli States, precisamente sul circuito di Watkins Glen. E’ il momento dell’ottavo appuntamento del mondiale. Arriva la ventesima vittoria in carriera di Jim Clark. Il podio viene completato da Jochen Rindt e John Surtees.
Ultimo gran premio della stagione in Messico. Ferrari snobba la gara e la pista sorride a un motore tricolore: il ruggente Maserati della Cooper di Surtees, che centra una doppietta magica in un solo anno su due telai diversi. L’inglese domina senza sbavature, dal quinto giro fino alla bandiera a scacchi, balzando al secondo posto iridato. Dietro di lui Jack Brabham e Denny Hulme, Richie Ginther è quarto con la Honda mentre Dan Gurney incassa i primi punti col V12 Weslake.

